Sentieri tra stelle e radici, il counseling tra famiglia e scuola

percorsi di gruppi genitori e formazione educatrici.

Descrizione

Presentazione e obiettivi: Il metodo biosistemico, basato sull’ascolto empatico e sull’acquisizione di competenze di
autoregolazione delle emozioni vissute dal corpo, ha facilitato e accelerato il consolidamento di
una relazione di aiuto con i genitori.
In questo approccio, volto al sostegno dei genitori, si pongono le basi per:
• Un’azione di counseling iniziale finalizzata alla conoscenza della famiglia e del bambino
all’interno della sua famiglia
• Un’azione di counseling finalizzata al sostegno dei genitori nella fase di inserimento del
bambino nel nido
• Un’azione di counseling che si struttura  in colloqui durante l’anno a cui i genitori singoli o in
coppia potranno accedere liberamente.
Programma: “Famiglia, scuola,, ambiente, come sistemi in comunicazione”
L’idea centrale, confermata da studi scientifici sullo sviluppo del bambino, è che a partire dai primi
momenti di vita, a fronte dell’importanza fondamentale che riveste l’azione, il movimento e la
sperimentazione dell’autonomia per la costruzione dell’identità soggettiva, la relazione con il
caregiver è il terreno che media l’agire nel bambino.
Questo agire prima automatico nel neonato che evidenzia un patrimonio di movimenti riflessi, nelle
successive tappe di sviluppo diventa intenzionale e consapevole. È ormai evidente agli studiosi, che l’agire sul e nel mondo attraverso gli oggetti e gli strumenti è mediato dalla qualità della relazione con il caregiver.
La relazione non è quindi qualcosa di staccato ma costituisce l’innesco fondamentale dell’agire del
bambino, strumento bifronte relazione/azione attraverso cui la conquista dell’autonomia e la
strutturazione dell’identità si realizzano. La relazione, oltre che determinare la possibilità
dell’azione, costituisce il marcatore della qualità emotiva e affettiva dell’esperienza legata all’agire.
In quest’ottica la relazione con il caregiver è strumento di costruzione non solo dell’identità
ma del benessere interno emozionale e affettivo del bambino.
L’approccio biosistemico coinvolge IL sistema interno alla persona, creando poi
nell’ambiente e negli altri, effettivi cambiamenti.
Questo perché cambiando la nostra comunicazione interiore, autoregolando e
istruendo le nostre emozioni, che vengono nominate e non negate, la comunicazione
poi con l’ambiente esterno, risulta calibrata agli eventi in modo da poter, essere sul qui e
ora, lucidi e presenti.
La sfida è “educare” dapprima le insegnanti
Con questo lavoro, che è una sperimentazione in itinere, le educatrici, sono coinvolte nel
progetto a passi.
Il progetto di counseling biosistemico, è rivolto quindi, non solo ai genitori, coppie o singoli, o nei gruppi, come gruppo mamme, papà, ma anche agli
educatori che sono gli altri caregiver.
L’approccio biosistemico, quindi, si attua anche in natura, attraverso la facilitazione di essa.
Con questo progetto, si intende, non solo formare, ma anche sostenere le famiglie.

Informazioni aggiuntive

A chi è rivolto

non solo ai genitori, coppie o singoli, o nei gruppi, come gruppo mamme, papà, ma anche agli
educatori che sono gli altri caregiver
Il percorso ha due ambiti,
scolastico, nelle equipe educative, soprattutto prima infanzia, 0-6, come formazione delle educatrici all'approccio educativo biosistemico,
alle famiglie, come formazione e sostegno dei bisogni in gruppi mamme e gruppi papà, come luoghi e spazi di sostegno e autoeducazione genitoriale

Docenti

Sonja B Seravesi, counselor biosistemico